DRACULA di Bram Stoker (Mondadori)

draculaDi MissMeiko

Non si può leggere DRACULA di Bram Stoker e rimanere indifferenti di fronte al genio dell’autore.

Questo romanzo può piacere o meno, è questione di gusti, ma di certo non si arriva all’ultima pagina senza che lo stesso lasci qualcosa in capo al lettore.

La storia comincia con Jonathan Harker, giovane avvocato inglese che, recatosi nei Carpazi, soggiorna nel castello del conte Dracula. Quest’ultimo ha infatti acquistato un immobile a Londra e Harker ha il compito di sbrigare la pratica.

Il giovane londinese scoprirà chi si rivela sotto la maschera del Conte, solo dopo aver trascorso momenti di puro terrore e agonia.

Impressionanti sono le descrizioni raffinate dell’autore, così minuziose nel rendere il lettore partecipe dei luoghi ma, soprattutto, nel regalare un’immagine ben focalizzata di Dracula:

Un volto aquilino – decisamente aquilino, un naso sottile dal ponte alto e dalle narici inusualmente arcuate; una fronte alta e arrotondata e capelli radi sulle tempie ma folti altrove. Le sopracciglia erano molto spesse, quasi si congiungevano sul naso e i peli erano cespugliosi e parevano arricciarsi tanto erano abbondanti. La bocca, per quel che potevo scorgere sotto i fitti baffi, era tesa e aveva un taglio crudele con denti bianchi particolarmente aguzzi che spuntavano dalle labbra di un rosso acceso, segno di straordinaria vitalità in un uomo così avanti negli anni. Per il resto aveva orecchie pallide ed estremamente appuntite; il mento ampio e forte e le guance sode benché asciutte. L’effetto nell’insieme era di uno straordinario pallore.

Nel momento in cui Jonathan è lasciato in balìa del Conte, la narrazione si sposta in Inghilterra. Mina, fidanzata di Jonathan, nell’aspettare il ritorno di quest’ultimo, soggiorna con la sua amica Lucy nel Carfax. Di qui le due verranno a conoscenza dell’arrivo di una nave dall’Inghilterra, la quale – si vocifera – è stata infestata da un demonio.

L’essere demoniaco di cui si parla, altri non è che il Conte, il quale vedrà proprio in Lucy la vittima di turno.

Mentre la salute della ragazza peggiora nel tempo, a causa dei continui attacchi del Conte, Jonathan ritorna in patria.

Sia lui che gli altri tenteranno di salvare Lucy, invano. Niente sarà in grado di ridonarle vigore, nemmeno le cure di Van Helsing, medico e studioso di ampie vedute.

In seguito alla morte della giovane, i suoi amici passeranno al contrattacco, decisi più che mai a neutralizzare quello che si è ormai rivelato come il Male in persona.

Il romanzo è scritto sottoforma epistolare, tramite lunghe lettere e pagine di diario che ciascun protagonista scrive, in uno snodarsi di aneddoti che vanno poi a confluire nel medesimo finale.

Ogni personaggio è tratteggiato con stile, tanto nelle qualità fisiche quanto in quelle caratteriali; ogni luogo è descritto ad arte, inclusi i Carpazi, che Stoker – tra l’altro – non ha mai visitato; lo stile, il linguaggio e soprattutto i dialoghi hanno quel sapore antico dei grandi scrittori del passato.

Ciascuno di essi impersona un tassello importante nel ruolo che gli è proprio. Lucy gioca fino in fondo la parte della vittima; come Renfield quello della pazzia interiore. I riflettori vanno tuttavia puntati su Van Helsing, che si rivela come la nemesi di Dracula. Proprio lui, un comune mortale, uno studioso, un medico.

DRACULA

di Bram Stoker

Mondadori

pp. 528 – € 9,50