LA PARABOLA DELLE STELLE CADENTI di Chiara Passilongo (Mondadori)

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Quando arrivi all’ultima pagina di un romanzo con i lucciconi agli occhi, dispiacendoti di dover salutare per sempre i personaggi che per mano ti hanno condotto nelle loro vite, vuol dire che quel romanzo ha lasciato un segno dentro di te. È il caso de LA PARABOLA DELLE STELLE CADENTI, romanzo d’esordio di Chiara Passilongo.

Siamo agli inizi degli anni Ottanta e Nora dà finalmente ad Achille Vicentini, industriale dolciario di Borgo San Bartolomeo, la discendenza tanto agognata: i due gemellini Francesco e Gloria. Per festeggiare l’evento, datato 10 agosto, il neo papà immette sul mercato la tortina San Lorenzo, una merendina a forma di stella cadente ripiena di crema pasticcera e ricoperta di glassa e cereali. Comincia qui la parabola della sua azienda e, con essa, dell’intera famiglia Vicentini.

Personaggio di spicco è indubbiamente Achille. Uomo di destra legato al destino dei propri dipendenti, identifica la San Lorenzo srl come parte integrante della famiglia. Sarà perché è al suo interno che vede il futuro dei figli. Per Achille sarà Francesco a succedergli nella gestione dell’impresa familiare, coadiuvato da Gloria. Carismatico e testardo, Achille ha sempre dato tutto per scontato, persino le scelte di chi gli sta intorno. Tanto da rimanere chiuso nelle sue convinzioni quando, una volta cresciuti, Francesco e Gloria mostreranno interessi discordanti dai suoi.

Da una parte c’è infatti Gloria, ormai prossima alla maturità, innamorata di Andrea Bastiani, “uno di sinistra”, colto e socialmente impegnato. Uno sbagliato, insomma. Almeno secondo le vedute di Achille, che le vieterà di frequentarlo quando scoprirà il legame tra i due giovani. Dall’altra parte c’è Francesco, affatto interessato a prendere in mano le redini dell’azienda, preso più che altro dall’imperatore Giustiniano, dall’amore per l’arte bizantina e la storia.

Sarà Gloria ad affiancare Achille nell’amministrazione della San Lorenzo srl. Per non deludere suo padre, certo, ma anche per via di un episodio accaduto quando lei e Francesco erano ancora bambini e per il quale la gemella sentirà di dover espiare la propria colpa. Dal canto suo Francesco troverà nelle sue passioni il coraggio di ribellarsi al genitore, percorrendo la sua strada lontano dal nido familiare.

Spetta a Nora il compito di tenere salda la famiglia, uno screzio dopo l’altro. È lei la colla che tiene uniti i cocci del vaso ogniqualvolta questo si spezza, senza mai permettere che questo vada in frantumi. Nora è l’emblema della sicurezza, quel focolare domestico che ti lascia libero di andare, ma dal quale puoi sempre tornare e sul quale puoi sempre contare. A mio avviso, è il personaggio più riuscito del romanzo. Nella sua dolcezza Nora è una donna forte, altruista, pronta a qualsiasi sacrificio per il bene del marito e dei figli.

Tema portante del romanzo è l’amore, in tutte e tre le sue forme: Eros, Philos e Agape. C’è l’amore incondizionato di una moglie e madre che si dona liberamente, senza chiedere nulla in cambio; l’amore fraterno di chi si sente chiamato a proteggere l’altro; l’amore di chi è alla ricerca di Dio; l’amore per i propri dipendenti, per la correttezza, per una politica pulita; l‘amore-bancomat di chi ama solo se da questo amore distorto ottiene poi qualcosa in cambio.

Merita senza dubbio una menzione speciale la tortina San Lorenzo che, come una stella cadente, compie la sua parabola insieme all’azienda e allo stesso Achille. E quasi vien voglia di addentarla durante il corso della lettura. Mangiandola, perché no?, alla maniera della piccola Gloria:

Di solito cominciava con l’addentare quattro tra le cinque soffici punte della stella. Così poteva gustare il contrasto tra la morbidezza della pasta brioche e la croccantezza della glassa al cioccolato bianco e riso soffiato che rivestiva la superficie. Ma era una volta arrivati al cuore della stella che i sensi godevano per l’apoteosi di crema pasticcera al cioccolato bianco lì rinchiusa. Poi, mentre quell’intruglio squisito e ipercalorico scivolava giù per l’esofago, le rimaneva in mano la corta scia di brioche che partiva dall’ultima punta della stella, dove la crema finiva, ma ci si poteva ancora consolare con la glassa della superficie.

Chiara Passilongo è ruscita a raccontare, con una scrittura fluida dal ritmo incalzante, la storia di una famiglia, di un’azienda, degli ultimi trent’anni d’Italia. In una parola: un pezzetto di storia che ci appartiene e in cui ciascuno di noi saprà riconoscersi. “Di una cosa sono convinto” affermava Kafka “un libro dev’essere un’ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi”. Questo romanzo lo è.

LA PARABOLA DELLE STELLE CADENTI

Chiara Passilongo

Mondadori

pp. 374 –  € 18,50