LA TERZA (E ULTIMA) VITA DI AIACE PARDON di Alessandra Selmi (Baldini & Castoldi)

La terzaDi FiloChan

Milano. È un’umida giornata di fine novembre. Una barbona si presenta alla stazione di polizia per denunciare la presunta uccisione di un suo amico, un clochard conosciuto con il nome di Aiace Pardon.

Nessuno degli agenti è intenzionato a credere alla bizzarra storia della senzatetto, eccetto il vice sovrintendente Alex Lotoro, che non si dà pace finché non ritrova la barbona e non dà inizio alle indagini in via del tutto ufficiosa. I due, grazie ad una serie di indizi, ritrovamenti e testimonianze, daranno la caccia all’assassino dalle scarpe lustre, in una rocambolesca e divertente avventura.

In questo suo primo romanzo, la Selmi ha avuto un’idea geniale: una coppia investigativa composta da una vecchia barbona sporca e maleodorante, ma in possesso di una cultura vastissima, ed un giovane agente di polizia “tamarro”, sempre alla ricerca di una nuova donna da sedurre ed affezionatissimo alla sua Corvette gialla.

Dall’unione di due personaggi così differenti non può che scaturire una serie di dialoghi esilaranti: Bianca, la senzatetto, discorre di letteratura classica e astrofisica sfoggiando un raffinato registro aulico, mentre Alex ribatte con toni bruschi e turpiloquio. Se in un primo momento questo scontro ossimorico tra la barbona acculturata e il poliziotto sciatto può risultare divertente, dopo alcuni capitoli l’atteggiamento saccente della vecchia e l’ignoranza del sovrintendente diventano ripetitivi e stancanti, anche a causa della quasi totale presenza di discorsi diretti in tutta la narrazione.

Gli interminabili dialoghi sono intermezzati da brevi commenti sull’andamento dell’indagine e da bellissime e suggestive descrizioni di una Milano fulminea che si contrappone alle placide vite dei clochard della Stazione Centrale.

La trama del giallo è semplice, trovare l’assassino non è particolarmente complicato. Non ci sono particolari colpi di scena che possano disorientare il lettore e l’analisi criminale si basa perlopiù su interrogatori e testimonianze (eh già, ancora dialoghi). Tuttavia, è ben organizzata nell’insieme.

Il punto focale di questo romanzo è senza dubbio il rapporto tra i due protagonisti, l’inizio e lo sviluppo di un’amicizia fatta di buoni sentimenti e incompatibilità caratteriali e di stili di vita.

Si possono trarre anche diversi spunti di riflessione ponendo l’attenzione sulla condizione dei senzatetto, tematica sociale raramente affrontata in narrativa.

Fatta eccezione per la pleonastica presenza di discorsi diretti, ho trovato la lettura piacevole. Alcuni misteri sono rimasti celati, ma l’autrice ha già annunciato che sta lavorando alla stesura di un secondo libro della serie. Dunque, se non state più nella pelle dalla curiosità di sapere perché una barbona possieda una cultura così sconfinata e dei modi così eleganti, non potete perderlo.

LA TERZA (E ULTIMA) VITA DI AIACE PARDON

Alessandra Selmi

Baldini & Castoldi

pp. 237 – € 16,00