LA VITA SECONDO BANANA – PP Wong

L’autrice PP Wong e il suo capolavoro: un romanzo di formazione con una protagonista a metà tra due mondi, alla ricerca della propria identità.

pp wongDi Svamp

PP Wong è la prima cinese nata in Gran Bretagna ad aver ottenuto un contratto di pubblicazione in Inghilterra e LA VITA SECONDO BANANA è di sicuro il suo capolavoro.

Nel suo romanzo la Wong descrive un microcosmo fatto di contrapposizioni: gioia e tristezza, integrazione e razzismo, modernità e tradizione, occidente e oriente.

Protagonista e voce narrante è Xing Li (si legge Sing Li, mi raccomando!) una ragazzina di dodici anni nata e cresciuta nella periferia di Londra con sua madre e suo fratello sedicenne Lai Ker. Xing Li vive una vita serena in un quartiere multiculturale, non agiata, ma grazie ai mille lavoretti di sua madre, alla sua cucina non convenzionale anti spreco e alla sua amorevole protezione, è felice. A causa di uno stupido incidente, la madre muore e i due fratellini vengono accolti in casa Wu, dalla loro nonna materna. Quest’ultima figura è l’esatto opposto della loro madre: fiera delle proprie origini cinesi, legata alla tradizione e all’onore della famiglia, per il quale è disposta a tutto. Sia Lai ker che Xing Li vengono spostati in scuole private prestigiose, dove i ragazzi incontreranno difficoltà di inserimento e di integrazione. Questi si spingeranno, nel caso di Lai Ker, nell’allontanamento dalla scuola stessa e da Xing Li; nel caso della protagonista, in un grave caso di bullismo subìto. Tale evento segna profondamente la vita della piccola Xing Li, elemento scatenante che la farà crescere.

Quando la vita è difficile, puoi fare una scelta, raggomitolarti e appassire, o combattere come gli abeti che, neve o pioggia, continuano a crescere.

Possiamo definire La Vita Secondo Banana un romanzo di formazione poiché è possibile leggere pagina dopo pagina il cambiamento della protagonista, che comprende piano piano la sua identità, acquisisce forza e consapevolezza di sé e, nelle pagine finali, trasforma la rabbia in comprensione, segno inequivocabile della sua raggiunta maturità.

Attraverso la storia di Xing Li, La Wong sviscera tante tematiche. Innanzitutto ci sono storie di donne, di tre generazioni di donne e di come queste hanno vissuto in maniera diversa l’essere immigrate.

Xing Li, figlia di madre cinese e padre inglese, è quella che noi oggi definiamo “seconda generazione”. È vissuta in pace per gran parte della sua vita per poi scoprire il razzismo nella nuova scuola elitaria dove, nonostante fosse nata e cresciuta a Londra,veniva additata come straniera a causa del suo “Muso giallo”.

La mamma di Xing Li, nata in Inghilterra da genitori cinesi, da sempre in contrasto con il pensiero tradizionale della madre, è stata allontanata dalla famiglia per aver sposato un uomo inglese.

La signora Wu è forse quella che maggiormente ha sofferto a causa del razzismo, per difendersi dal quale ha dovuto sviluppare una dura corazza.

“Io sono due metà: bianca dentro, gialla fuori. Per questo sono strana”. La frase estrapolata dal libro e riportata in copertina, spiega il titolo. “Banana” è come vengono chiamati i cinesi in Inghilterra e come la stessa Xing Li viene soprannominata. Banana sono tutti i cinesi immigrati: il frutto dolce della loro anima, un tempo pura e ingenua, si è ricoperto di un fiero manto giallo, come la tradizione, macchiato nel tempo di nere delusioni e livide prove di vita.

Il libro rappresenta la vita dal punto di vista di diverse “Banana”, ed è questa la cosa più affascinante.

Nonostante i tanti spunti di riflessione presenti, la lettura è leggera e molto piacevole. Il libro è scritto in maniera magistrale, con sapiente dosaggio di suspance e momenti di grande empatia col personaggio. Giunti al momento di girare l’ultima pagina ho avvertito quella spiacevole sensazione di quando si deve lasciare una cara amica, dopo un pomeriggio di chiacchiere davanti a un caffè.

A presto, cara Xing!

LA VITA SECONDO BANANA

PP Wong

Baldini & Castoldi

pp. 320 –  € 15,00