MISTERO A VILLA DEL LIETO TRAMONTO di Minna Lindgren (Sonzogno)

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Un mistero, una casa di riposo e tre arzille vecchiette che indagano in quel di Helsinki.

Questi sono i cardini su cui poggia MISTERO A VILLA DEL LIETO TRAMONTO, romanzo d’esordio della giornalista finlandese Minna Lindgren, nonché primo di una trilogia che prossimamente verrà adattata per il cinema.

Le protagoniste ultranovantenni sono: Siiri, ex ausiliaria di guerra ansiosa e premurosa; Irma, ex cantante lirica frizzante ed espansiva; Anna-Liisa, ex insegnante di finlandese arguta e pedante.

Le tre nonnine si ritrovano a indagare sul suicidio di Tero, il giovane aiuto-cuoco operante nella residenza per anziani dove soggiornano, il Lieto Tramonto. Sbirciando negli affari del personale della villa, scopriranno macchinazioni sconcertanti volte a truffare gli ospiti della residenza, tra dosaggi di medicinali eccessivi, addebiti di servizi non richiesti, violenze sui disabili e bande di motociclisti votati alla giustizia.

Una trama degna di un giallo coi fiocchi, se solo le tre investigatrici fossero all’altezza delle aspettative suggerite dalla copertina. “La Agatha Christie del Nord”, infatti, fa presupporre che si possa ritrovare tra le pagine del libro una Miss Marple – o perlomeno una Jessica Fletcher – in versione finlandese. Invece abbiamo a che fare con donne anziane dimenticate in una casa di riposo, con la demenza senile che avanza e che non aiuta a memorizzare indizi e a seguire percorsi logici. Molto spesso, infatti, le dolci vecchine si perdono in divagazioni sui bei tempi andati e sull’assurdità dei giorni d’oggi, in pettegolezzi sui residenti della villa e in esorcizzazioni ironiche della morte imminente, annaffiando il tutto con vino rosso e whisky e ingurgitando qualche fetta di torta mista a pillole per il diabete. Solo grazie alla pignoleria di Anna-Liisa e all’aiuto del giovane centauro Mika le indagini riusciranno ad andare avanti di qualche breve passo.

Fatte queste considerazioni, si potrebbe pensare che l‘autrice non abbia voluto scrivere un romanzo giallo (che rimane comunque irrisolto e poco sviluppato), bensì un testo di denuncia sociale a favore degli anziani abbandonati negli ospizi, circondati da discendenti interessati solo ad accaparrarsene le proprietà e costretti ad aspettare la morte in totale solitudine. Le uniche cose su cui possono contare, e che spingono loro ad andare avanti nella vita, sono l’amicizia e l’affetto che li lega a persone nella loro stessa condizione, soprattutto quando queste si trovano tra le grinfie di furfanti pronti ad approfittare delle loro precarie condizioni di salute.

Sebbene non ci sia nulla di divertente in queste parole, la Lindgren è riuscita a rendere il racconto estremamente leggero, con un amabilissimo humour nero perfettamente padroneggiato dalle ciniche protagoniste. Aspettare la morte diventa quasi comico, soprattutto quando il testo ci accompagna ad ammirare le bellezze architettoniche della capitale finlandese facendo il giro della città in tram tra ospedali, stazioni di polizia, forni crematori e bar.

Insomma, una lettura senza dubbio spassosa ma che lascia un po’ di amaro in bocca, apprezzabilissima dagli amanti del black humour ma un po’ meno dagli appassionati di gialli.

Non ci resta che attendere che il mistero del Lieto Tramonto sia svelato nei prossimi tomi della saga.

MISTERO A VILLA DEL LIETO TRAMONTO

Minna Lindgren

Sonzogno

pp. 288 – € 16,50