Quarta (e ultima) Tappa Blogtour “La Parabola delle Stelle Cadenti” – Intervista a Chiara Passilongo + Estrazione giveaway

Di MissMeiko

Ciao a tutti amici del blog, e ben approdati all’ultima tappa di questo blogtour dedicato a LA PARABOLA DELLE STELLE CADENTI, romanzo d’esordio di Chiara Passilongo con Mondadori.

Abbiamo trascorso insieme cinque belle settimane in compagnia dell’autrice, che ci ha svelato pregi e difetti dei suoi personaggi, raccontandoci anche di Borgo San Bartolomeo, il paesino fittizio del suo romanzo. Oggi, come da programma, facciamo con Chiara quattro chiacchiere, e scopriamo qualcosa in più che la riguarda, non solo come scrittrice, ma anche come lettrice.

Prima di lasciarvi all’intervista, la ringrazio di cuore per l’attenta partecipazione. Ringrazio anche Anna Da Re dell’ufficio stampa Mondadori per la disponibilità ed Elisa Impiduglia del blog Devilishly Stylish per aver ospitato la terza tappa. Grazie anche a tutti voi che ci avete seguito e un grazie speciale a coloro che si sono messi in gioco, partecipando al giveaway. In fondo al post, l’annuncio del vincitore.

Noi di Libri Senza Rete siamo soddisfatti dell’esperienza e speriamo di organizzare altri eventi simili in futuro!

INTERVISTA A CHIARA PASSILONGO

ChiaraPassilongoCiao, Chiara, e benvenuta su Libri Senza Rete!

Grazie per l’ospitalità.

Ti va una chiacchierata nel blog?

Certo.

Quando e come nasce il tuo amore per la scrittura? Esiste un momento particolare della tua vita in cui hai scoperto questa passione?

Ho iniziato scrivendo il primo raccontino a sette anni. Un ispettore di polizia italiano doveva indagare a Caracas su una faccenda di smeraldi rubati. Strano, se ci ripenso oggi, perché il giallo non è mai stato il mio genere preferito. Poi le avventure di un ragazzino londinese (ma perché?) durante la seconda guerra mondiale, scritta alla fine delle elementari. E una ridda di romanzi iniziati e abbandonati nel bel mezzo, fino all’università.

Tu in tre pregi e tre difetti.

Ossessiva, testarda, perfezionista. Sono tre grossi difetti, soprattutto nelle relazioni. A volte, però, in particolare nel lavoro, possono essere dei pregi.

LA PARABOLA DELLE STELLE CADENTI è il tuo primo romanzo. Da cosa hai tratto spunto per questa storia?

Mi sono ispirata alla realtà che vedevo intorno a me, e cioè alla mia generazione, dai lavori saltuari e precari e che non vedrà forse mai una pensione. A una classe di piccoli e medi imprenditori che, con la globalizzazione e la crisi economica, ha visto il declino del proprio modo di produrre e dare lavoro. A una politica che, a forza di scandali, ha provocato il disamore e il sospetto della gente per la gestione della cosa pubblica.
Ho voluto dare dei volti, dei cuori e delle anime a personaggi che interpretassero queste situazioni sotto gli occhi di tutti.

Achille Vicentini è un personaggio complesso. Un uomo tutto d’un pezzo convinto di aver piantato attorno a sé i giusti punti fermi. Vede in Francesco e Gloria, i suoi figli, il tassello che gli mancava per completarsi e il futuro dell’azienda di famiglia. Non aveva però fatto i conti con l’imprevisto e, quando questo si manifesta, quel mondo perfetto che credeva di aver creato gli si sgretola tra le mani.
Quanto è complicato il rapporto genitori-figli? È possibile conciliare le aspettative dei primi con le aspirazioni dei secondi oppure, alla fine, una delle due parti è chiamata a cedere?

Quando le aspettative dei primi non coincidono con le aspirazioni dei secondi, i genitori dovrebbero ricordarsi le parole di Gibran: “Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee”. Invece spesso si tende a inquinare l’amore con il possesso e il controllo, come fa Achille, pensando di fare tutto a fin di bene. Riconosco che non è semplice però, magari ne riparliamo fra trent’anni.

Nora è indubbiamente un personaggio femminile d’altri tempi. Donna fiera, salda e diParabolaStelleCadentiCop valori, porta il peso dei dolori, dei fallimenti e delle insicurezze della famiglia Vicentini. Se necessario, anche sacrificando se stessa.
È davvero difficile per la donna del XXI secolo armonizzare famiglia e carriera?

Credo che molti lavori, anche al giorno d’oggi, siano strutturati su misura maschile, con orari poco flessibili, dove conta la presenza e magari meno la produttività. Questo penalizza in parecchi casi le donne con figli. Riuscire ad avere tutto non sempre è semplice e dipende anche dagli aiuti, istituzionali e familiari, su cui si può contare.

Francesco è l’emblema del rischio. Alla ricerca di se stesso, è indubbiamente un personaggio da ammirare, poiché tenta di realizzarsi contando solo sulle proprie forze. Ha un coraggio che definirei elegante.
I giovani di oggi sono davvero così scansafatiche come li si vuol dipingere oppure sono le istituzioni a non dar loro abbastanza fiducia?

Dire che tutti i giovani sono scansafatiche o che è tutta colpa delle istituzioni mi sembra in ogni caso scorretto.
Certo, viviamo in un periodo storico dove le opportunità sono inferiori rispetto a qualche decennio fa, vuoi per le miopie di chi ha pensato solo a facili consensi in passato, vuoi per la congiuntura internazionale, vuoi per la piramide demografica che si è rovesciata caricando più pesi sulle spalle dei giovani.
Molti ragazzi, abituati a un’infanzia e un’adolescenza vissuta nel benessere, si sono scontrati con un mercato del lavoro ostile. Tuttavia, credo che, puntando di più su se stessi, sulle proprie aspirazioni e inclinazioni, ed evitando di abbandonarsi a un clima di sfiducia, sia possibile provare a guardare anche al di là di questo momento. È il messaggio che ho affidato ai miei giovani protagonisti.

Achille Vicentini in tre pregi e tre difetti.

Cominciamo dai difetti, che sicuramente si notano di più: Achille è iracondo, burbero, e crede che gli altri debbano sempre pensarla come lui. Però in fondo è un uomo onesto, integro e generoso. Un uomo d’altri tempi.

Parlaci della Scuola Palomar. Com’è stato lavorare al tuo romanzo confrontandoti con Mattia Signorini e Giulia Belloni? E che rapporto hai instaurato con i tuoi colleghi, ora amici, del Master in Tecniche della Narrazione?

Frequentare la scuola Palomar è stata un’esperienza entusiasmante e impegnativa. Quando ho iniziato il master avevo chiaro il tema del mio romanzo: attraverso l’ascesa e il declino di una famiglia volevo parlare dell’Italia degli ultimi decenni.
Mattia e Giulia hanno appoggiato il mio progetto, nonostante questo all’inizio potesse apparire un po’ troppo ambizioso. Ci hanno creduto moltissimo e, durante lo studio sulla sinossi e poi l’editing sui primi capitoli, ho potuto capire grazie a loro alcuni errori che ero solita fare in quello che scrivevo precedentemente.
Tutti abbiamo imparato anche dal lavoro dei nostri compagni di corso (o di avventura) perché la scuola Palomar è come un’officina di scrittura e fino a un certo punto si analizzano i testi insieme, ognuno cercando di trovare pregi e difetti in quelli degli altri. È anche per questo che s’instaurano dei bei rapporti d’amicizia tra corsisti, poi si mangia insieme, a volte si dorme anche insieme, si condividono ansie e speranze. E si creano legami che durano nel tempo, come quello con te, Miss Meiko, no?

114399-CroninELESTELLE300dpi-281x431Assolutamente, Chiara! ^_^ Sottoscrivo ogni punto.
Passiamo ora a una domanda che ti riguarda come lettrice: qual è il tuo romanzo preferito e chi sono gli autori che prediligi leggere?

“E le stelle stanno a guardare” di A.J. Cronin, uno dei miei autori preferiti insieme a Thomas Mann e Margaret Mitchell. E poi Mattia Signorini, Paolo Giordano, Alessandro D’Avenia.

Tre aggettivi per definire la Scuola Palomar.

Formativa, entusiasmante, impegnativa.

Un’ultima domanda: cosa vuol dire per Chiara Passilongo “scrivere”?

Scrivere per me significa fare i conti con i miei fantasmi interiori, le paure, le ansie, le ossessioni, i desideri. La scrittura svolge una funzione catartica e rappacificatrice in questo senso, permettendomi di rivivere alcune esperienze per capirle meglio, o di viverne di nuove sulla carta.
Ma se fosse solo questo sarebbe riduttivo. Scrivere mi permette di riflettere su diversi temi, calandomi in personaggi dalle differenti sensibilità. Mi consente quindi di cogliere più punti di vista dello stesso problema, allargando le mie vedute.
E poi scrivere è un piacere.

 

 

 

VINCITORE GIVEAWAY

Il vincitore è luigi!

Complimenti, Luigi! Mandaci un tuo recapito a librisenzarete[at]libero.it, lo gireremo alla Mondadori per farti avere copia del romanzo.

Giveaway

Clicca per ingrandire